E' possibile dividere il Libro di Daniele in tre parti principali:
1. Daniele e i giovani ebrei alla corte del re (1-6); 2. Visioni di Daniele (7-12); 3. Susanna, Bel e il drago (13-14).
La prima parte è stata scritta dopo o verso la fine del periodo d'Esilio Babilonese da autori giudei che sicuramente attinsero da fonti secondarie, con lo scopo di confortare il popolo israelita deportato e di annunciare le gesta di un grande profeta ispirato da Dio.
Capitolo 1
1 L'anno terzo del regno di Ioiakìm re di Giuda, Nabucodònosor re di Babilonia marciò su Gerusalemme e la cinse di assedio. 2 Il Signore mise Ioiakìm re di Giuda nelle sue mani, insieme con una parte degli arredi del tempio di Dio, ed egli li trasportò in Sennaàr e depositò gli arredi nel tesoro del tempio del suo dio.3 Il re ordinò ad Asfenàz, capo dei suoi funzionari di corte, di condurgli giovani israeliti di stirpe reale o di famiglia nobile, 4 senza difetti, di bell'aspetto, dotati di ogni scienza, educati, intelligenti e tali da poter stare nella reggia, per essere istruiti nella scrittura e nella lingua dei Caldei.5 Il re assegnò loro una razione giornaliera di vivande e di vino della sua tavola; dovevano esser educati per tre anni, al termine dei quali sarebbero entrati al servizio del re. 6 Fra di loro vi erano alcuni Giudei: Daniele, Anania, Misaele e Azaria; 7 però il capo dei funzionari di corte chiamò Daniele Baltazzàr; Anania Sadràch; Misaele Mesàch e Azaria Abdènego.8 Ma Daniele decise in cuor suo di non contaminarsi con le vivande del re e con il vino dei suoi banchetti e chiese al capo dei funzionari di non farlo contaminare.9 Dio fece sì che Daniele incontrasse la benevolenza e la simpatia del capo dei funzionari. 10 Però egli disse a Daniele: «Io temo che il re mio signore, che ha stabilito quello che dovete mangiare e bere, trovi le vostre facce più magre di quelle degli altri giovani della vostra età e io così mi renda colpevole davanti al re». 11 Ma Daniele disse al custode, al quale il capo dei funzionari aveva affidato Daniele, Anania, Misaele e Azaria: 12 «Mettici alla prova per dieci giorni, dandoci da mangiare legumi e da bere acqua, 13 poi si confrontino, alla tua presenza, le nostre facce con quelle dei giovani che mangiano le vivande del re; quindi deciderai di fare con noi tuoi servi come avrai constatato». 14 Egli acconsentì e fece la prova per dieci giorni; 15 terminati questi, si vide che le loro facce erano più belle e più floride di quelle di tutti gli altri giovani che mangiavano le vivande del re. 16 D'allora in poi il sovrintendente fece togliere l'assegnazione delle vivande e del vino e diede loro soltanto legumi.17 Dio concesse a questi quattro giovani di conoscere e comprendere ogni scrittura e ogni sapienza e rese Daniele interprete di visioni e di sogni.18 Terminato il tempo stabilito dal re entro il quale i giovani dovevano essergli presentati, il capo dei funzionari li portò a Nabucodònosor. 19 Il re parlò con loro, ma fra tutti non si trovò nessuno pari a Daniele, Anania, Misaele e Azaria, i quali rimasero al servizio del re; 20 in qualunque affare di sapienza e intelligenza su cui il re li interrogasse, li trovò dieci volte superiori a tutti i maghi e astrologi che c'erano in tutto il suo regno. 21 Così Daniele vi rimase fino al primo anno del re Ciro."
Il primo capitolo che apre il Libro di Daniele illustra un evento storico decisivo per la storia d'Israele. Il re di Babilonia Nabucodonosòr II (regnante 605 - 562 a.C.), con l'intenzione di conquistare l'Egitto, attaccò il piccolo Regno di Giuda, potenziale nemico futuro. Il Regno era retto all'epoca della conquista dal re Ioiakìm, il quale si rifiutò di sottostare al dominio babilonese e fu così deportato insieme alle ricchezze del Tempio di Gerusalemme in Sennaàr, la Mesopotamia, dove era situata Babilonia. A Gerusalemme, capitale del Regno di Giuda, il re instaurò un governo vassallatico e nominò nuovo sovrano il fratello di Ioiakìm, Mattania, a cui fu imposto il nome babilonese Sedecia. Consigliere del nuovo re fu il profeta Geremia, ma ciononostante le sue azioni erano "male agli occhi del Signore". I nobili giudei furono deportati a Babilonia, dove vennero istruiti secondo la dottrina babilonese per tre anni con lo scopo di inserire alcuni di loro, su scelta del sovrano, nella corte reale. Tra i possibili candidati vi erano anche i giovanissimi Daniele, Anania, Misaele e Azaria. Rimasti fedeli nel Signore anche in questo tragico evento, non acquisirono le lussuriose usanze dei Babilonesi (chiamati Caldei dall'autore biblico, il cui nome vuol dire "conoscitori delle stelle" a causa della loro progredita conoscenza astronomica) ma esclusivamente la loro cultura. Il re Nabucodonosòr II, stupito dall'intelligenza e dalle capacità di Daniele e dei suoi compagni, decise di inserirli nella corte reale.
Questo primo capitolo ha anche una funzione di Giudizio. Non dimentichiamo che il nome del profeta Daniele significa in ebraico Giudice di Dio. Le usanze pagane vengono messe a nudo e vinte da quelle rette della tradizione giudaica. La lussuriosità e le comodità della vita sono da convertire, poichè solo una vita modesta, che si basa sull'umiltà del corpo, può guidare l'uomo alla vera spiritualità. Dunque, i pagani non sono esclusivamente i Babilonesi, come in questo caso, o le civiltà non abramitiche. Oggi, ad esempio, il diffuso consumismo e il benessere allontana da Dio la stragrande maggioranza della popolazione, inclusi coloro che si dichiarano "cristiani", solo perchè magari basano la propria fede su una convinzione o una idea non meglio definita. Il loro unico dio diviene in realtà il denaro, Mammona, dalla quale può scaturire ogni forma di piacere e comodità materiale.
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